COMUNE DI SAN GIORGIO LUCANO 

NOTIZIE UTILI:
Abitanti
: 1820  Superficie: Kmq 38.94
Altitudine centro capoluogo: m.s.l.m. 416 (min/max 184/760) Distanza dal capoluogo di provincia: Km 117 (MT)
Distanza dal mare: Km 40.5 Roseto Capo Spulico
CAP: 75027  Prefisso:
0835

  | Cartografia | Storia | Patrimonio Arch. | Natura | Manifestazioni | Attività | Gastronomia | Artigianato | Libri | Cartina |

CARTOGRAFIA
Istituto geografico militare (IGM), carta d'Italia 1:25.000 (ultimo aggiornamento 1956), foglio 211, quadrante II, tavolette: NE San Giorgio Lucano, SE Oriolo. Torna
   
  STORIA
G. Stigliano scrive "Intorno al 1534, un buon numero di albanesi fuggiti dalla città di Corone con l'aiuto dell'Imperatore Carlo V, si erano insediati nello "Stato di Noya" fondandovi i Comuni di San Costantino e di Casalnuovo.
Sull'altura compresa tra il fiume Sarmento ed il torrente Fiumarella detta di "San Giorgio", esisteva un casale abitato da pastori albanesi molto facinorosi non per indole propria, ma per le condizioni ambientali in cui erano costretti a vivere: infatti erano mal tollerati dagli indigeni e tenuti lontano dal clero latino per la diversità del rito anche se la libertà di esercitarlo era stata sancita da una bolla papale. Anche i vescovi del tempo non tenevano in buona considerazione gli albanesi che chiamavano "gente rustica, ingenio barbaro sordida, egena ac in diem vivente latrociniis".
Fabrizio Pignatelli, infastidito dal comportamento di quei pastori, li scacciò dal casale di "San Giorgio" che cedette ad alcuni coloni provenienti da Trebisacce, Castelsaraceno e Viggianello per fondarvi un paese che prese il nome del sito. La concessione venne erogata l'8 marzo 1607, data che segna la fondazione ufficiale di San Giorgio Lucano".
  • Numerose sono le aree archeologiche (Sodano, Pallio, S. Brancato, Campo le Rose), probabilmente abitate in età greca, dove sono stati effettuati ritrovamenti di oggetti d'uso e tombe.    Torna
   
  PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • Del 1870 è il Santuario della Madonna del Pantano.
    L'edificazione si deve per la venerazione della statua della Madonna degli Angeli. La leggenda racconta che essa fu nascosta al tempo delle invasioni barbariche dagli abitanti di Noia in una grotta situata in località Pantano. Riportata in città scomparve per essere ritrovata nella medesima grotta, dove divenne oggetto di culto e fu custodita da un eremita. Con il tempo si perse memoria della statua, ritrovata miracolosamente durante una caccia nel corso del XII sec. Ancora una volta due eremiti furono posti a guardia del sacro luogo e ancora una volta nel corso dei secoli se ne perse memoria. Nel 1535 il simulacro fu nuovamente rinvenuto da un gruppo di cacciatori e il culto si propagò tanto che sul sito della grotta fu eretta intorno al 1650 una cappella, successivamente ampliata e arricchita di vani per l'alloggio dei pellegrini.
  • Chiesa Parrocchiale, seconda metà del sec. XVII.
  • Cappella della Madonna delle Grazie, databile circa al 1770. È sede di festività la prima domenica di maggio con manifestazioni di interesse antropologico e culturale. La cappella custodisce una statua lignea di S. Giorgio.
  • Palazzo Zito del 1600.
  • Palazzi Torchitti, Ripa e Silvestre del 1828.
  • Palazzo La Canna.
  • Fattoria di Rosaneto, già appartenuta alla Certosa di Chiaromonte. Ben conservata è la Cappella.
  • Molino di Sole con annessa fornace.
  • La fornace Galanga e la fornace Falcuneta, situate in prossimità del Sarmento, testimoniano la presenza nel territorio comunale di rinomate fornaci per la produzione di vasi, piatti, brocche, mattoni.       Torna
   
  RISORSE NATURALISTICHE
  • Bosco Codicino.
  • Sorgente Battispina.
  • Valle delle Volpi e Valle della Scala.

  • Fiume Sarmento.

  • Punti panoramici: Timpa e Timpone. Torna

MANIFESTAZIONI
  • Festa del Santuario della Madonna del Pantano119 la prima domenica di maggio. In questa occasione la statua della Madonna, traslata in paese il Lunedì in Albis, viene riportata al Santuario con una solenne processione. Durante la sosta effettuata presso la Cappella della Madonna delle Grazie si dà luogo alla riffa e alla danza della tarantella. All'imbrunire la statua della Madonna è di nuovo condotta in paese dove dimora sino ai primi di luglio. Fiera il 18 aprile.
  • Il 4 giugno fiera delle "ciliege".
  • Festa di S. Antonio il 13 giugno con processione religiosa.
  • Tra la prima e la seconda domenica di agosto si festeggia S. Giorgio.
  • Festa patronale di S. Rocco il 17-18 agosto con processione per le vie del paese.
  • Festa della Natività della Vergine presso il Santuario della Madonna del Pantano l'8 settembre.
  • Fiera il 18 aprile e il 25 settembre.
  • La prima domenica di ottobre festa del "Ringraziamento".
  • La domenica prossima al 19 marzo si festeggia S. Giuseppe.
  • Il 16 agosto veniva rappresentato il ballo del falcetto a simboleggiare l'aspirazione del contadino a spogliare il padrone.  Torna
       
   
ATTIVITA'
  • Campo di calcio, da tennis, di calcetto e di bocce in via Veneto.
  • Palestra in via IV novembre.
  • Aree pic-nic in Valle delle Scale e Valle Volpi.    Torna
        
GASTRONOMIA
  • I piatti tipici sono: frizzùo conditi con salsa rossa e mollica di pane fritto, rascatelli con farina di legumi. Sono rinomate le soppressate, le salsicce e il vino locale.  Torna

   
ARTIGIANATO
  • Si rileva la presenza di qualche artigiano attivo nel settore della lavorazione del vimini e della canna.
  • Esisteva localmente una forte tradizione per la produzione di terre cotte. I Palumbo e i Sarubbi furono vasai rinomati nella realizzazione di brocche, piatti, ecc. Attualmente opera un unico artigiano.
  • L'artigianato della pietra è stato localmente molto fiorente. Attualmente è operante nel settore un unico artigiano. Numerosi oggetti in pietra lavorata sono rintracciabili in paese.
  • Esisteva localmente una forte tradizione nel settore della lavorazione del ferro e dei metalli in genere per la produzione di attrezzi agricoli, strumenti di lavoro e oggetti d'uso. Attualmente pochissimi artigiani operano nel settore della produzione di oggetti ornamentali e di arredi.
  • L'intaglio del legno ha rappresentato in passato un'attività così fiorente da dare vita ad una scuola (Bianchi). Oggi è aperto un unico laboratorio.
  • Si producono ancora i tradizionali barili da acqua di forma ovale, nonché botti e sedie impagliate ad opera di un artigiano che lavora su commissione.


       
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  HANNO SCRITTO SU SAN GIORGIO LUCANO
  • GAA.VV., Sottosistema storico - culturale, Regione Basilicata, Progetto Pollino, Quaderno n.3, Tip. Arti Grafiche Finiguerra, Lavello 1977.
  • CALABRESE A.M., San Giorgio Lucano, in "Il Pollino Lucano", Arti Grafiche Finiguerra, Lavello 1988,  pp. 80-83 e 145 e 147.
  • CARLOMAGNO B., S. Giorgio Lucano: storia, ambiente e folclore, ed. f.lli Montemurro, Matera 1972.
  • DE LEO P., San Giorgio Lucano, in "Il Pollino, storia, arte, costume", ed. Editalia, Roma 1984, p.154.
  • FUCCI V., Sulle origini "albanesi" di S. Giorgio Lucano, in Basilicata Regione, n. 1, 1996, pp. 87-92.
  • LICURSI M., San Giorgio Lucano in "Pollino - Cuore verde del Mezzogiorno", ed. il coscile, Castrovillari 1992, pp. 143-145.
  • STIGLIANO G., Origine e sviluppo di una comunità contadina nell'età moderna: San Giorgio Lucano dalla fondazione all'autonomia comunale (1607-1810), in Bollettino Provinciale di Matera.
  • TCIBasilicata (Guide d'Italia), Touring Club Italiano, Milano 1998, p. 168

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